Sono uno scrittore o un distributore di volantini?
Prosegue il viaggio tra i ricordi. Innanzitutto devo un doveroso grazie al mio amico Marco Strafella, dell'Associazione Yggdrasil Italia, per avermi permesso di promuovere il libro in quello che è uno tra i più grandi eventi fieristici di sempre: il Fairylands Celtic Festival. Devo ammettere che nel corso degli anni, grazie alla promozione dei miei libri ho avuto la fortuna di conoscere tante persone davvero meravigliose. Man mano ve le presenterò tutte.
Ma torniamo a noi, lo stupendo costume da cavaliere, che pure mi era costato un bell'investimento, cucito ad arte dalla bravissima stilista Loredana Bevilacqua e l'allestimento medievaleggiante, più che accattivante, non erano ancora sufficienti a incuriosire il pubblico di lettori che sfilavano davanti allo stand. Senza considerare la mia notevole difficoltà di approccio con le persone. E oltre agli occhi rossi, soffrivo anche di forti emicranie. Al calar del sole avevo già esaurito il mio entusiasmo e sicuramente non dovevo apparire interessante al punto da ispirare fiducia, con le occhiaie, l'abbigliamento da nerd e l'unico vero desiderio di tornare a casa a compiangermi per non essere riuscito a far conoscere degnamente il mio libro.
Ma non ho comunque mai mollato, anche così speravo nella buona stella. E a tal proposito, facciamo qualche passo indietro. Ho lavorato alla stesura de Il Divoratore d'Ombra dal 2008 al 2016, che è l'anno di pubblicazione, revisionandolo più e più volte personalmente. Privo di esperienze e completamente estraneo al mondo editoriale, l'ho proposto alla Fanucci, alla Nord, alla Mondadori e solo quest'ultima mi rispose, esprimendo il suo apprezzamento, pur non considerandolo idoneo alla linea editoriale (del fantasy pubblicavano soltanto autori affermati stranieri).
Ormai sfiduciato e travolto da un lutto familiare devastante, fui sull'orlo di gettare la spugna. D'altronde, perché continuare a crederci? Non ero un bravo scrittore, dovevo smetterla di illudermi. Poi un giorno conobbi un autore che presentava la sua saga all'evento Romics: Davide Cencini. Lui mi parlò della Youcanprint, del mondo self e mi fornì il nome di un bravissimo disegnatore: Andrea Tentori Montalto. Quell'incontro segnò radicalmente la mia vita di scrittore, accese di nuovo in me la speranza di poter essere quello che avevo sempre desiderato diventare sin da bambino, quando frequentavo la prima media. Uno scrittore, ma non per vanto quanto per identità e realizzazione personale.
Tornai a casa con un grande entusiasmo e preso dalla determinazione inviai il manoscritto all'Agenzia Letteraria Piergiorgio Nicolazzini, della quale avevo sentito parlare, per una scheda di valutazione. Avrei auspicato un loro più audace interesse ma comunque le loro indicazioni su come migliorare il romanzo, a cominciare dal titolo (precedentemente s'intitolava Il Sigillo dell'Unicorno), mi valsero una revisione più accurata e professionale del testo.
Il 19 Febbraio del 2016, pubblicai Il Divoratore d'Ombra sulla piattaforma di autopubblicazione Youcanprint, in formato cartaceo e con distribuzione mondiale in tutte le librerie online!
Per me fu l'inizio di un sogno, ma come avviene spesso nei sogni, al risveglio, non si riesce mai a ricordarli fedelmente e a farli vivere agli altri con la stessa intensità con la quale si sono vissuti. E nel caso di una propria opera, il rischio è che venga sminuita e non valorizzata. Non potevo permetterlo, credevo con tutto me stesso nel progetto della Saga, oltre che un'opera autobiografica, per certi versi, seppure chiaramente fantasy, trattava i temi a me più cari in assoluto: la salvaguardia della natura, il rispetto di tutti gli esseri viventi e la ricerca dell'assoluto e del soprannaturale.
Tornando al Fairylands, visto che non riuscivo ad attirare le persone e a coinvolgerle nella storia del mio libro senza andare nel panico, sbiascicando trame senza senso, iniziai a distribuire volantini, che erano certo più esplicativi di me, ma non proprio qualificanti...
Se non hai il coraggio di metterci la faccia, nessuno ti prenderà sul serio e non guadagnerai mai la fiducia necessaria, mi ripetevo, avvilendomi.
Un libro ti entra nel cuore e nella mente ma solo se si è disposti a fargli varcare la soglia dell'anima. E questo era l'obbiettivo che mi ero posto, ma dovevo ancora crescere, sia come scrittore sia come persona.
Seguitemi nel prossimo articolo, dove vi racconterò di altri due eventi ai quali ho partecipato, sempre nel 2016: Eretum (Monterotondo) e Palombara Dimicandi (Castello Savelli).


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