Alla scoperta del Mondo di Arbor Ep. 1 "Il Santuario di Randia"
Come avrete appreso dalle mie ultime news, sto lavorando al progetto della ri-edizione del mio romanzo d'esordio "La Rosa dei Nirb" (2002), il primo libro ambientato nel Mondo di Arbor.
Ma prima della pubblicazione vi farò scoprire tutti i luoghi fantastici che vi sono narrati, con lo scopo principale di mostrarvi Arbor, la mia terra dei sogni.
Combinerò la mia fantasia con l'interpretazione dell'intelligenza artificiale e chissà che magari un giorno non riesca a produrne un modulo geografico, con immagini realizzate da artisti professionisti.
Il primo luogo del quale vi racconterò è il Santuario di Randia, dimora delle Madri delle Rose, che sono le Animiste del Culto di Nigea, l'Angelo della Purezza.
Edificato nell'Anno 56.312 (C.d.R.) nel cuore della Foresta d'Argento e situato nei domini di Irshan, la Città d'Alabastro, nonché dimora del Re-Profeta dall'Anno 54.610 (C.d.R.), questo incantevole luogo ha custodito una delle reliquie più importanti dell'Angelo del Fuoco, Ferran: la Rosa Arcobaleno.
Il popolo dei Nirb venerava in modo molto particolare questa reliquia perché a causa di un atto sconsiderato compiuto dal loro giovane Re, Saharian, Ferran li punì, condannando il Bosco d'Inverno, che era la loro terra d'origine, al Gelo Perenne (Anno 52.830 C.d.R.). Nessun fuoco avrebbe mai più potuto ardere finché non si fossero redenti.
L'Angelo Ferran aveva aiutato i Nirb ad allontanare dal Bosco d'Inverno le forze spettrali legate alla magia selvaggia dell'Haor, favorendone l'edificazione delle Sei Fortezze e Saharian ne uccise malauguratamente la creatura prediletta: il Crisul, un falco dalle piume dei colori dell'arcobaleno.
La Rosa di Fuoco giunse nel Santuario nell'Anno 57.215 (C.d.R.), portata da uno sconosciuto, un Nirb che invitò le Madri delle Rose a raccogliersi in preghiera attorno ad essa perché i tempi erano propizi per una svolta epocale.
Randia era una Debenlore del Clan degli Efrain, principessa del Castello di LimpidoTorrente. I suoi sudditi e la sua famiglia furono massacrati nella Guerra del Flusso dall'esercito di predoni delle paludi, in un attacco condotto da Grisia in persona, la Regina dei Valgor. Rimasta sola, Randia si prodigò per accogliere sotto la sua ala protettiva le giovani vittime degli atroci scontri perpetrati in quegli anni nefasti per i Debenlore della Foresta del Lungo Respiro. Per trovare una soluzione sicura per quanti le si erano affidati, Randia pregò Nigea: l'Angelo della Purezza e ricevette da lei l'incarico di dirigersi verso Irshan per chiedere asilo al Re-Profeta. Ma il Re di Ilisha: Abedhnath, l'Uccisore dei Velkron, si oppose alacremente all'intenzione di Randia di affidarsi alla tutela degli uomini, promettendo di respingere quanto prima gl'invasori. Grisia condusse invece un attacco inatteso proprio alle porte della capitale dei reami dei Debenlore, che erano difese da Shera, figlia di Abedhnath e il baluardo resse grazie all'intervento di Randia e del potere di Nigea. Fu Shera stessa a implorare al padre di fornire a Randia e ai suoi giovani adepti la scorta per giungere fino ai confini delle terre di Irshan e chiese altresì di potersi unire all'ordine che Randia avrebbe fondato. Abedhnath concesse quanto richiesto e Randia chiese e ottenne dal Re-Profeta di Irshan di poter costruire il Santuario delle Rose Bianche di Nigea alle porte della Città d'Alabastro, così com'era il volere dell'Angelo.
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prossimamente...






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