Alla scoperta del Mondo di Arbor Ep. 4 "Il regno dei Velkron e la ricerca della Corona delle Rose"

Servitori degli Antichi, i Velkron furono generati dalle polveri prodotte dalla frattura del Frammento del Sole Nero. Avevano le sembianze degli Antichi stessi, un connubio di creature della notte e predatori feroci, ma dovettero attendere l'arrivo del Vento dell'Haor, nell'Anno 35.050 del C.d.R. per ricevere lo Spirito dell'Iniquo e già nell'Anno 37.000 del C.d.R. scatenarono la Prima Guerra delle Bestie. Dopo duemila anni di scontri con i Sidenlore, i Velkron subirono la prima vera grande sconfitta nella battaglia in mare aperto, a nord di Arbor, dove uno dei due Antichi del Nord cadde morente sull’Isola della Foresta di Pietra.

Nell'Anno 54.223 del C.d.R. Ilisha, la nuova capitale dei Debenlore, cadde per mano dei Velkron e l'Angelo Sulania si manifestò, insieme alle potenze della natura, per allontanarli dalla Foresta del Lungo Respiro ed esiliarli eternamente sulla Catena della Dorsale. In attesa di un aiuto da parte dell'Haorian e del Vento dell'Haor, i Velkron edificarono la Fortezza di Kongrolt.

Nell'Anno 54.582 del C.d.R. le Dame del Dolore tentarono di riportare in vita il Signore dei Velkron. 570 anni prima, solo otto anni dopo la scomparsa dei Sidenlore, l'Haorian aveva affidato al Signore dei Velkron il compito di scovare i loro rifugi. A nord della Dorsale, i nani dell’Ordine della Gemma, che già veneravano il Drago di Smeraldo, avevano ricevuto dai Sidenlore il compito di vegliare sul Cancello d’Ambra e avevano nascosto la chiave per aprirlo sotto un Sigillo Sacro, accessibile soltanto grazie alla Runa di Benedizione, che i nani della Gemma si dovevano tramandare. I nani dell’Ordine del Monolito scoprirono questo segreto e con l'aiuto del Signore dei Velkron diedero la caccia ai loro custodi. Per lungo tempo risultò difficile scovare il nascondiglio della chiave, finché non fu mandato un Holdan, che s’infiltrò e tradì l’Ordine della Gemma. Di lui si erano fidati tutti, perfino l'Angelo Esel, che gli si era manifestato. Il suo nome era Vithius. Egli consegnò al Signore dei Velkron il Drago di Topazio, affinché potesse servire gli scopi delle Dame del Dolore alle Tre Lance; uccise il Drago di Cristallo, per acquisirne il potere e indicò il luogo dove l’Ordine della Gemma custodiva il Sigillo. La battaglia portò alla distruzione dell’Ordine della Gemma e Glidia, ultima Signora dell'Ordine, sconfitta, consegnò al Drago di Smeraldo la Runa di Benedizione e questi, attirando su di sé gli avversari, la portò via e la nascose nel villaggio costiero di Boltargh, dove avvenne lo scontro decisivo con il Signore dei Velkron.  Si affrontarono nella Valle Celeste. Per fermare la sua furia, il Drago di Smeraldo fu costretto a evocare il suo soffio spirituale. L'avversario, sconfitto, fu portato alle Tre Lance e il Drago, seppure morente, riuscì a tenere al sicuro la Runa. Esel, presente all’azione eroica del Drago di Smeraldo, pianse e le sue Lacrime caddero sul luogo della battaglia. Le silfidi raccolsero le due Lacrime e decisero di portarle in due luoghi diversi, secondo il volere stesso di Esel.


Il Drago di Smeraldo, al cui unico servizio era rimasto Tyrles, si rifugiò sulla Dorsale, nel suo Santuario e rimase in attesa degli eventi. Tyrles scoprì che le acque della Fontana della Luna d’Argento potevano risanare il Drago e altresì potevano purificare le Lacrime di Esel.  Oltre a prendersi cura del Drago, Tyrles s’impegnò a costituire una nuova coscienza tra gli abitanti delle coste, principalmente a ritrovare l’Anello dell’Ordine, capace di conferire nuovo vigore al Santuario e al Drago, ma scoprì che nello scontro con Glidia, l’anello le era stato tolto. Nel momento in cui il Drago di Smeraldo percepì la morte del Drago di Topazio, decise di andare egli stesso alla ricerca del Cancello d’Ambra per chiedere ai Sidenlore di benedire i Draghi Gemmati ancora in vita e poter loro preservare un posto nella luce di Horomos. Oltre alla Chiave, di cui sperava di non aver bisogno, scoprì che per giungere al Cancello d’Ambra, occorreva aprire dei sigilli, disseminati dai Sidenlore lungo la via e per questo chiese al Drago d’Oro che gli venisse inviato un Eremita con il potere della Ricerca Spirituale. Egli doveva riconoscere il percorso intrapreso dal Drago di Smeraldo ed evitare che altri potessero seguirlo. Oscurò dunque la sua presenza e lasciò il Santuario, ma era ignaro del fatto che Lord Vithius, avendo ucciso Tyrles, conoscesse il modo per inseguirlo. Lord Vithius, bramava principalmente di uccidere il Drago di Smeraldo per possederne i poteri. (Nota: non ho ancora scritto l'epilogo di questa storia).

Nell'Anno 54.607 del C.d.R. si annovera la ricerca della Corona delle Rose, caduta nelle grinfie dei Velkron di Kongrolt. E questa è la storia di come fu recuperata: era il tempo in cui i Monaci del Monte Torre si adoperavano per guadagnarsi alleati e muovevano strategie atte a preparare la venuta del Profeta. Gli Angeli di Horomos istruirono un manipolo di eroi per affrontare la difficile ricerca.

Il primo ad essere scelto fu Kelen. Era stato accolto in una casa di contadini dopo che alcuni Divoratori avevano massacrato la sua famiglia. I Divoratori erano venuti a uccidere un fuggitivo misterioso che prima di morire, combattendo, aveva marchiato Kelen con una runa sconosciuta, un segno sulla fronte. A causa di questa, i Monaci del Monte Torre lo scelsero come loro accolito e gli insegnarono i precetti della Nuova Dottrina nel Rifugio di Kalendia, fra le Montagne della Dorsale, a est di Deleria. un luogo protetto dalla magia dei monaci, tanto che coloro che vi avevano accesso portavano un pendaglio con una goccia di rugiada raccolta da una foglia di quercia e per riconoscere il sentiero per giungervi bisognava pronunciare la parola: Sulania.

Quando fu il momento, Kelen ricevette l’incarico dal maestro Gwindol di trovare i Denti del Drago e una volta trovati, doveva custodirli in un contenitore cilindrico protetto da rune. Per avere informazioni precise si doveva presentare al Consigliere del Re: Simur di Deleria, amico della Nuova Dottrina.

Si sarebbe unita a lui anche Jil. Era tornata a casa dopo che i soldati del Re di Deleria l'avevano messa a ferro e fuoco, uccidendo tutti i membri della famiglia, tranne il padre, deportato nelle prigioni in attesa di essere interrogato. Jil tornava da Talrond con un dispaccio segreto che poteva essere aperto solo dal sigillo del padre: il suo anello, ma sfortunatamente era stato portato via con lui. Jil sapeva soltanto che nel dispaccio era contenuto un messaggio importante del Gran Monaco Shermid. 

Johann invece era uno dei cacciatori della corte di Deleria, il più capace perché Nirb, chiamato anch'egli da Simur, consigliere del Re e seguace della Nuova Dottrina, per aiutare il Monaco Kelen nella sua ricerca. Johann sapeva in effetti dove avevano condotto il padre di Jil: in un santuario Holdan fra le montagne.

Prima d'incontrare Kelen, Johann aveva visionato la misteriosa scena di un crimine: un contadino locale aveva ucciso un uomo che si era nascosto nel suo fienile. Il contadino gli aveva fracassato il cranio con un bastone, spaventato da qualcosa che lui indossava: un anello con una gemma lucente. L’uomo era un Holdan ed era un Invocatore di Divoratori. 

Deleria era un Potentato di cacciatori, avventurieri, minatori, tagliaboschi. Daverus Mulgan ne era il Governatore, servo fedele dell'Haorian e spietato perseguitatore della Nuova Dottrina. Poche Lame d’Amaranto erano a protezione della città. Poco prima dell’arrivo di Kelen e di Jil, vi giunse un altro Invocatore.

Johann assistette al suo arrivo ma prima di rientrare nella rocca, fece un incontro altrettanto significativo: un vecchio con un cane che chiedeva l’elemosina. Questi gli raccontò una storia: “C’è un antico ordine dei Nani, le Asce Pesanti, che vegliano su una reliquia miracolosa. Un potente negromante la cerca da lungo tempo, invano” e senza dire altro, gli fece dono di un ciondolo a forma di Rosa dai colori arcobaleno.

Siamo agli albori della venuta del Profeta e i Monaci del Monte Torre sapevano bene che bisognava trovare un’antica e preziosa reliquia, la Corona delle Rose, per aiutarlo nel suo difficilissimo compito. La Corona si trovava in un luogo non facile da raggiungere e per questo avevano designato un Campione, il possessore del Corno Riverso.

Per opporsi agli eroi, l'Haorian aveva inviato i suoi temibili Invocatori, convinto, tra l'altro, che i Monaci conoscessero già il nome del Prescelto destinato a portare la Corona. In realtà era così, il nome era segnato sulla pergamena che Jil stava portando al padre.

Altro compagno di viaggio del gruppo di Kelen, fu il Templare Angoarn, che da bambino aveva fatto un sogno profetico: si trovava in una foresta ed era notte, branchi di lupi gli si avvicinavano finché giunse dinanzi a uno specchio d’acqua con un salice piangente al centro. Sul pelo dell’acqua, sospesa, c'era una rosa dai petali verdi. Si avvicinò per afferrarla ma subito avvertì la presenza di forze malvagie che glielo impedirono.

I Monaci lo avevano accolto e istruito sull'arte del combattimento sacro. 

Quando si presentarono tutti al cospetto di Simur, questi li mise a conoscenza della situazione. Gl’Invocatori avevano trovato un’antica cripta, a nord, fra le montagne e là avevano condotto il padre di Jil. Interrogandolo, l'Haorian poteva venire a conoscenza dei piani della Nuova Dottrina e quindi bisognava salvarlo e nello stesso tempo recuperare i Denti del Drago, perché per entrare a Kongrolt e recuperare la Corona, occorreva costruire un'arma leggendaria, il Corno Riverso. Simur li avvertì che il padre di Jil aveva già rivelato che per entrare nell’Antro, il luogo dove erano custoditi, occorreva un Monaco, perché gli Invocatori ne stavano già cercando uno.

Salvarono il padre di Jil e consegnarono a Simur sia la pergamena sia l'anello per aprirla, dopodiché andarono alla ricerca dei Denti del Drago. L'Haorian aveva inviato sulle loro tracce Oblivion e i suoi Guerrieri del Vento. Una volta raggiunta la destinazione, trovarono una tomba con il coperchio a forma di Mistico d’Aquila. Aprendola, lo spirito del Mistico rivelò che per costruire l’impugnatura del Corno Riverso bisognava recuperare l’Heled-Sharad, il Libro Sacro di Horomos, custodito a Talborn, nella Gola di Nossoth, in un antico santuario dei Padri del Vincolo. Nella cripta, Kelen recuperò intanto i due Denti del Drago.

Alla compagnia si unì anche un guerriero Valgor di Grisia: Xaender.

L'Haorian aveva intuito che l’uomo poteva diventare una terribile minaccia per le sue brame di entrare a Irshan e se in principio aveva pensato di limitare la creazione dei Divoratori, considerò altre strategie: usare i Divoratori contro gli uomini stessi. 

I Monaci si prepararono a farvi fronte. Gwindol portò con sé Kelen e le figure più importanti della Nuova Dottrina. Si riunirono a Kalendia. Era un tempo di grande fervore ed eccitazione. Si presagiva il ritorno dei Quattro Grandi Druidi Elementali. Messi a conoscenza della ricerca di Kongrolt, i Monaci dovettero far fronte alla minaccia più prossima e fornire ai cercatori una valida protezione contro i Divoratori. A tal proposito bisognava trovare un talismano, l’Edom. Apparteneva a un errante di nome Tulba, scomparso nelle Paludi di Sagrem, a sud-est di Amoth. Le paludi erano infestate dai Predoni, comandati da Sagrem, la Megera Verde. Riguardo a Kongrolt, i Monaci rivelarono che era la dimora dei Velkron. Per andare a Talborn, occorreva invece trovare l’Amuleto di Annur, contro i non-morti. Solo un Angelo poteva donare l'artefatto e per riceverlo occorreva una cerimonia propiziatoria, che poteva essere molto pericolosa. Bisognava entrare spiritualmente nella Valle dei Giganti e chiederlo direttamente a Solon, promettendo di avere rispetto di tutti i non-morti scacciati, pena la perdita del proprio spirito. Mentre era in atto il Consiglio, il Drago d’Argento si rivelò ai presenti, rivelando che per contenere il Corno Riverso, occorreva andare nelle Miniere di Ghilborn, sul Lungo Artiglio e recuperare un cilindro di zaffiro.

Contemporaneamente Johann stava portando a termine la missione che gli aveva affidato il vecchio misterioso con il suo cane e si mise in viaggio per raggiungere Daronne, nel Bosco d'Inverno. L'Haorian stava per abbattersi contro i Nirb con ogni forza a sua disposizione. I Nirb presagivano la minaccia dei Divoratori, ma non avevano soluzioni. Johann mostrò il Ciondolo della Rosa di Fuoco, e il Maestro Grelden raccontò del mito profetico della Rosa di Fuoco e della Spada delle Virtù di Esel che un giorno avrebbero riscattato il maleficio del Gelo Perenne. Portò a sua conoscenza anche dell'esistenza dei Cacciatori della Bruma, che nel contesto di quella che si prospettava come l'inizio della Guerra del Sangue, stavano cercando un luogo misterioso, il Santuario dei Draghi per proteggere l’Angelo di Ghiaccio. I Nani dell’Ordine del Monolito cercavano le tracce della Rosa di Fuoco, mentre i Nani delle Asce Pesanti erano prossimi a recuperarla, contro la decisione dell’Alto Consiglio di Farnor. Il ciondolo di Johann nascondeva una verità legata al futuro: il luogo dove si sarebbe venuta a trovare la Rosa dopo che le Asce Pesanti l’avrebbero recuperata, una verità che soltanto i Kerathi avrebbero potuto rivelare e che fu messa a conoscenza molti anni dopo al mago Velannor. Sul ciondolo era incisa una runa: Belmor.

Uno dei Kerathi viveva al tempo in cui Lurian, la Dama della Luce, venne a conoscenza del male che regnava sulla Dorsale a nord-ovest e chiese all’ordine di portare la Rosa in quel regno per tentare di far rinascere di nuovo la vita. Lurian cavalcava il Drago di Smeraldo Ghermu. Il drago fece in tempo solo a lanciare un grido d’aiuto disperato. Da tempo i Kerathi cercavano l’eroe pronto a intraprendere la ricerca per affidargli la custodia della Spada della Difesa.

Una volta svelata la verità celata nel gioiello, Johann ebbe un ulteriore incontro mistico: un cervo bianco gli apparve dopo aver udito il vento ululare e lo scalpitio di una grossa creatura cacciare gli spiriti malvagi per liberare le foreste dei Nirb. Johann, in un mistico sonno vide le Montagne del Lungo Artiglio, in una veste spettrale e desolata, con un castello spaventoso attorniato da bestie, con una piazza ove si ergeva un potente drago nero (Sleego). Capì che doveva tornare da Kelen.

Un uomo con una splendida tunica nera ricamata con fili d’argento dall’aria imponente si presentò a Xaender, il guerriero Valgor, per invitarlo sul Monte Torre. Gli umani stavano per ribellarsi all'Haorian e occorreva un tramite con i Debenlore. Xaender era stato scelto perché era figlio di Valgor di Grisia e Debenlore. Sua madre fu fatta prigioniera e condotta nel Regno di Grisia, dove conobbe il Valgor che abusò di lei. Ebbe un figlio e lo crebbe finché poté; gli diceva spesso: “ricorda sempre, figlio mio, non lasciare che gli altri cambino ciò che sei. Tu non sei come loro, sei speciale. Nelle tue vene scorre la magia. Dopo che fosti nato, venne un uomo e fece un segno sulla tua fronte: l’Artiglio del drago e disse che un giorno saresti diventato un grande eroe”.

Il Campione Oscuro mandato dall'Haorian per fermare Kelen, apparve per la prima volta al fianco della Strega Sagrem. Egli era un Valgor di Grisia e indossava vesti nere con chiari simboli di divinità malvagie. Il suo nome era Mor-Graem. Quando incontrò Xaender lo riconobbe e attaccando la compagnia gli mostrò il suo passato: “ancora bambino era stato affidato alle cure di una nutrice. Non conosceva suo padre e colui che lo aveva istruito gli aveva parlato di un destino spaventoso che Grisia aveva preparato per lui. A quel punto la nutrice lo aveva rapito e col tempo aveva dimenticato cosa avesse dovuto fare”.

Xaender aveva capacità che potevano servire all'Haorian per liberare i Velkron.

La compagnia giunse a Talborn attraverso la Gola di Nossoth, che era un drago millenario. Era un luogo misterioso, un luogo che l’Haor non era riuscito a cancellare, ma che viveva una realtà irreale. C’era silenzio, non vi crescevano piante, ne si trovavano animali. C’era un luogo, al centro della città, che conservava il Cuore dell’Haor, un pozzo con una colonna d'aria scura vorticante. Chiunque poteva capire che era una forza spaventosa e negativa. Al suo interno c’era una spada con uno scudo che gli girava intorno. La spada aveva l’elsa di drago e lo scudo era di cristallo e argento. 
C'era un lago con antiche rovine e una lapide con una iscrizione:
“Sette giorni di digiuno, silenzio, ritiro, per essere accolto dalle acque sacre di Harom”.
Su un promontorio si ergeva il Santuario di Mon-Rabin. Nel Santuario il soffitto era dipinto con l'immagine del Signore di Arbor su un pegaso unicorno, con una schiera di Paladini e Templari che combatteva un’orda di Velkron e Divoratori, fra i venti impetuosi dell’Haor. L’altare aveva la forma di un drago d’argento e su di esso v’era un pugnale a forma di Croce di Horomos, con il pomo di rosa verde ingioiellato. Poteva essere brandito solo dal Re d’Argento. C'erano i corpi dei Figli Elementali nelle cripte laterali.
Sul pavimento erano sparsi numerosi fossili di draghi demoniaci e in una cripta c’era una scultura in pietra che raffigurava una donna sdraiata, con un cavaliere inginocchiato al suo cospetto. Sulla lapide c’era un’iscrizione che poteva leggere solo un Monaco:
“A ricordo di un amore che fu vinto dall’inganno della morte. A perenne memoria per le generazioni future come monito: solo l’amore più grande, solo la forza di due cuori uniti in un solo fuoco può vincere la tenebra della fine, il silenzio dell’indifferenza”.
Un serpente gigante sorvegliava l’Heled-Sharad, che era immerso nella luce. Poteva essere consultato, ma non portato via. Kelen vi apprese le istruzioni per costruire il Corno Riverso.

Occorreva benedire i Denti del Drago con il sospiro di fuoco di Ferran. Bisognava portarli in un luogo segreto custodito dai Druidi di Ferran. Poi occorreva andare dai Nani per forgiare l’impugnatura e consacrare infine l’artefatto a Batan, nel rifugio sacro dei Druidi dell’Aria.
Il Lun-Jadhar sarebbe così divenuto il Corno Riverso del Drago d’Argento, un artefatto sacro, il simbolo dell’Ordine dei Monaci del Drago d’Argento. Era scritto nel Libro del Profeta Algar l’Astronomo, che il prescelto destinato a brandirlo sarebbe divenuto anche il Campione dell’Ordine. Lo spirito del Primo Re di Arbor avrebbe vegliato sul Prescelto fino al compimento del suo fato e lo avrebbe guidato lungo il Sentiero dei Druidi Sacri solo dopo che avesse dato prova del suo Valore e della sua Saggezza.
Occorreva infatti una notevole Forza di Volontà per controllare i poteri del Lun-Jadhar. Nessun umano sarebbe stato in grado, privo di un adeguato addestramento, di comandare il Corno Riverso con agilità, velocità e forza. Tale era il livello di maestria necessario che solo un Mistico sarebbe stato in grado di insegnargli ad usarlo. Per il Lun-Jadhar occorreva la Saggezza di un Mistico d’Aquila, la Destrezza di un Mistico di Lupo e la Forza di un Mistico d’Orso. I Mistici vivevano nei Boschi di Ghandria.

La costruzione del Corno Riverso richiese un duro lavoro di ricerca e di un notevole sacrificio fisico e mentale: i Denti appartenevano a Yula, il Drago d’Ametista. L’impugnatura doveva essere ricavata dalla lavorazione di un cilindro di Zaffiro operata da un Nano Valcar con il dono sacro di Modellatore di Pietre e dal supporto di un Nano Silmur con il dono sacro di Custode delle Rune; occorreva infine consacrare l’artefatto a Batan, l'Angelo dell’Aria. 

Tutti i poteri del Corno Riverso sarebbero stati conoscenza esclusiva del Campione. Si trattava di un’arma al servizio di Horomos e dell’Ordine dei Monaci del Monte Torre. Il Lun-Jadhar era destinato a servire gli ultimi tempi e un giovane di nome Lethi ne sarebbe stato l’ultimo a reclamarne l’uso.

Nelle rovine di Talborn, Johann morì nel tempio, combattendo il serpente gigante e Xaender abbracciò il suo destino nella caverna sotto il lago, toccando il Gioiello del Mutamento. Si seppe di lui che partì per Kongrolt da solo.

Per vendicarsi di non essere riuscito a impedire alla compagnia di Kelen di visionare il Libro Sacro, l'Haorian fece devastare il Potentato di Deleria.

Costruito il Corno Riverso, Kelen si preparò ad affrontare la folle impresa di entrare a Kongrolt e recuperare la Corona delle Rose. Le cronache narrano che ci riuscì e portò egli stesso la Reliquia al Ventre Stellato per essere custodita fino al tempo della venuta del Profeta.

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