Alla scoperta del Mondo di Arbor Ep.3 "La Lanterna di Nebor e il mondo dei Nirb"
Per raccontare la storia di Nebor, il Figlio del Fuoco, non si può evitare di presentare anche il popolo dei Nirb.
Gli Holdan cominciarono a popolare Il Bosco
d’Inverno nell’Anno 52.250 del C.d.R., ma ci vollero due generazioni, poco più
di 250 anni affinché la razza mutasse per adattarsi alle difficoltà presenti e
diventare Nirb.
Il Bosco d’Inverno era abitato dai Giganti, creature mitologiche dalle
parvenze arboree, nate dagli alberi per volere dell’Angelo Sulania. Ebbero la meglio sugli Holdan, ma dovettero cedere il
territorio ai Nirb.
Solitari e forti, i Nirb erano uomini alti, molto
resistenti al freddo e al dolore, di carattere orgoglioso. Il loro aspetto ricordava la possanza degli orsi, la stabilità delle
rocce, l’espressione seria e profonda dei più antichi saggi.
Avevano da sempre venerato il Dio Crisul, un rapace bianco dalle ali d'argento che li aveva aiutati a non soccombere contro i Giganti, ma quando uno degli ultimi Re, Saharian, uccise il rapace, oltre a scoprire che si trattava di un animale sacro all’Angelo Ferran, i Nirb appresero che le potenze soprannaturali esistenti su Arbor e legate al creato non appartenevano all'Haorian, ma ai Sidenlore. Saharian, succeduto a una stirpe di potenti guerrieri, avendo ereditato un’era di pace, aveva pensato di guadagnarsi il rispetto dei suoi sudditi sfidando ciò che nessuno si sarebbe mai sognato di toccare.
Fu l’inizio del Castigo del Gelo Perenne e della venerazione per l’entità che
governava i venti gelidi e le nevi glaciali: Amok, un Angelo potente e misterioso e comunque benevolo verso i Nirb,
spesso raffigurato come un cervo bianco o come un uomo con un mantello
d'argento.
Nebor nacque nell'Anno 54.637 (C.d.R.). Arbor stava vivendo un periodo di transizione e di profondi cambiamenti. Dopo il trionfo di Logren, il Primo Profeta, sull'Haorian, uomini e Debenlore stavano edificando insieme la Corte dell'Anello a Irshan e i Nirb, estranei alla Guerra del Frammento, uscivano dalla battaglia più cruenta e terribile della loro esistenza: la Guerra del Sangue, combattuta contro Mor-Sirath, la Signora dei Vampiri della Settima Fortezza.
In questo contesto si annoverano le vicende di un gruppo di eroi Nirb, tra i quali Towar e Stelia, riuniti dal fato per recuperare la Rosa di Fuoco dell'Angelo Ferran, custodita tra le rovine di Belmor. Affidata inizialmente alla custodia dell'Ordine dei nani delle Asce Pesanti, il Drago d'Ombra e i reietti di Brildern ne avevano reclamato il possesso e minacciavano di consegnarla ai Seguaci della Fiamma Ombrosa, intenzionati a usarla per riportare l'Haorian su Arbor.
Towar e la sua compagnia riuscirono a recuperarla e appresero della necessità di portarla a Isilambrir, la città dei Nani Silmur. Portatore della Rosa, Towar fu designato dai Cacciatori della Bruma a divenire loro Comandante e grazie a loro apprese dell'esistenza del Mausoleo di Saharian, dell'Arco che aveva scoccato la freccia mortale contro il Crisul e del loro voto atto a dare la caccia alle bestie che minacciavano l'equilibrio dei Nirb. Non si trattava di estirpare dal Bosco d'Inverno soltanto la progenie vampirica ma di fermare soprattutto le azioni della Fiamma Ombrosa, che si stava adoperando a infestare la terra dei Nirb con l'Haor e con gli ultimi Divoratori sopravvissuti all'azione salvifica di Logren.






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