Alla scoperta del Mondo di Arbor Ep.2 "Il Fosso di Brildern e la genesi dei Nani"
Quando i nani di Arbor videro la luce, Horden (l'Angelo degli Incanti, il cui simbolo è la Rosa dai petali di legno, segno di creatività e meraviglia. Rosa del popolo fatato e dei nani, del soprannaturale e dei prodigi della natura) li relegò sugli alti picchi delle Punte Innevate e li lasciò liberi di trovare un proprio ordine, non solo fra le altre razze, ma anche tra loro stessi.
Per lungo tempo vissero soltanto per la guerra,
una guerra fratricida.
A quei tempi nessuna fazione riusciva a mantenere una
locazione fissa perché di frequente le rocche venivano distrutte, incendiate e
depredate.
Erano tempi barbari, dominati soltanto dalla
furia e dalla forza, ma comunque necessari per permettere ai nani di conoscere
il proprio valore e porre le basi per un futuro migliore.
Correva l'anno 47.000 (C.d.R.) quando i nani si stabilirono in sei potenti Clan, continuando pur sempre a darsi battaglia e fu nell'anno 47.200 (C.d.R.) che conobbero per la prima volta la crudeltà del male, nella sua espressione più drammatica. Tutto ebbe inizio durante i mesi più gelidi dell'inverno. Un vento, nero come la notte, freddo come il soffio della morte, invase i reami dei nani e coprì il cielo e il sole di un velo di oscurità impenetrabile. I suoi effetti più devastanti si manifestavano ogni volta che i nani osavano avventurarsi all'esterno di giorno: qualcosa di feroce si animava dal nulla per ucciderli.
Furono costretti a prediligere i rifugi nei labirinti della
terra e in silenzio restarono in attesa che gli Dei placassero la loro ira contro di loro, reputando di aver
sicuramente offeso forze più grandi della loro naturale comprensione.
In realtà i nani erano caduti vittima di un
oscuro e orrendo piano organizzato dall’Antico del Nord ma solo nell'anno 47.204 (C.d.R.) i nani ricevettero la visita dei suoi “Viaggiatori”, che spiegarono ai nani la
natura del male che li aveva colpiti, ingannandoli per assoggettarli agli scopi
del Frammento. Mentirono, attribuendo la colpa del loro amaro destino a una razza che viveva molto lontano dalle Punte Innevate: i Sidenlore. Secondo
quanto rivelarono, i Sidenlore possedevano un'oscura magia in grado di
sterminare e uccidere, animati dall'assurda pretesa di voler essere gli unici abitanti di Arbor. Spiegarono inoltre
che i Sidenlore erano nemici anche dei Velkron, creature dell’Ovest fedeli
all’Antico. E se non avessero trovato il modo di sterminarli, presto o tardi i
Sidenlore avrebbero governato da soli su tutto il continente di Arbor.
I nani stipularono un Patto di Alleanza con
l’Antico e votarono la propria esistenza alla sua causa.
Edificarono Sei Reami nelle profondità delle montagne: Dravnir, Shalandrir, Brandir, Vondramir, Isilambrir e Foldrir. L'Antico li lasciò prosperare finché tra di loro non cominciarono a manifestarsi dei misteriosi e inspiegabili prodigi: alcuni nani palesavano doti e capacità singolari, poteri straordinari legati alla magia della terra.
Pronto ad approfittarne, l’Antico del Nord, nell’anno 47.500
(C.d.R.) fece edificare fra le montagne dei nani la Torre di Nerval e vi condusse tutti i nani che nascevano con il "Dono" con la falsa promessa che se ne sarebbe servito per trovare un modo di liberare il loro mondo dall'oscurità.
Permise ai nani con il Dono di uscire anche di giorno e li convinse di aver lottato strenuamente contro i malvagi Sidenlore per riuscire a ottenere quel beneficio. Questo artificio gli valse la venerazione di tutti i Clan dei Nani, che accettarono di portare i suoi vessilli e costituirono l’Ordine del Monolito, un esercito che avrebbe combattuto per lui qualora fosse riuscito a debellare la Maledizione del Crepuscolo.
Nella Torre di Nerval, l'Antico costrinse i nani con il Dono a fabbricare artefatti e armi magiche per le armate di Velkron e generò l'Ibrido, un nano potentissimo e malvagio che possedeva tutti i Doni conosciuti.
I nani furono subito ostili nei loro confronti, non soltanto perché apparivano primitivi e non avevano sviluppato un proprio linguaggio, soprattutto perché ritenevano che quei giganti fossero un errore divino riguardo alla creazione dei nani stessi.
Gli Hinim avevano la pelle dura come la roccia e lineamenti spigolosi e marcati, almeno quanto i nani. Nelle loro vene scorreva la lava e negli occhi scintillavano pietre dalla natura sconosciuta.
Gli Scribi di Isilambrir riportarono tutte le Cronache di queste battaglie.
Intorno all'anno 53.400 (C.d.R.) i nani assistettero alla nascita di una nuova razza: l'Uomo. Non avendo mai mostrato le sue fattezze aliene, l'Antico del Nord scelse la forma umana, in particolare quella degli Holdan, per presentarsi fisicamente ai suoi alleati e quando gli Iriniani si spinsero alla scoperta delle vette innevate di Farnor, i nani li accolsero amichevolmente, donando preziosi e soprattutto
armi incantate e artefatti, che i nani stavano custodendo per la
guerra contro i Sidenlore.
Ma quando gli uomini tornarono la seconda volta, lo fecero per
invadere e conquistare. Ci fu una grande guerra, che durò circa centocinquanta
anni, una guerra che non vide i nani sconfitti, ma comunque profondamente
intaccati nel loro orgoglio. La guerra cessò nell'anno 53.550 (C.d.R.) con la resa dell'Uomo, che si ritenne comunque soddisfatto del bottino guadagnato. Ma gli oggetti magici estorti ai nani con l'inganno e con la crudeltà risultarono maledetti e ne pagarono amaramente le conseguenze.
Non avendo appoggiato la difesa dei nani, per non entrare in contrasto con gli uomini, l'Haorian aveva minato irreversibilmente la fiducia dei nani nei suoi confronti. E questa degenerò quando nell’anno 53.570 (C.d.R.) i Nani Veggenti di Shalandrir presagirono la venuta di un nano con un “Dono” speciale: nelle sue mani sarebbero stati riuniti tutti i Doni dei nani e la capacità di poter varcare senza morire i confini di Farnor.
Ma quando questi giunse nessuno lo riconobbe.
Lurin, questo era il nome del Liberatore, nacque nel Clan dei Ferwin, in un periodo in cui nessun primogenito nasceva con il Dono. Lurin avrebbe dovuto presentarsi con il simbolo del Dono del Fuoco, ma manifestò uno strano simbolo a forma di Corona e da quanti si aspettavano che Lurin dimostrasse di possedere tutti i poteri dei Doni, grande sconcerto generò il constatare che il giovane nano non aveva nessuna capacità speciale. Schernito e umiliato per anni, perse definitivamente credibilità quando rivelò ai nani di aver fatto un sogno: aveva visto una Dama Bianca su una carrozza trainata da sei splendidi stalloni bianchi e aveva viaggiato con lei oltre i reami di Farnor; la dama aveva mostrato a Lurin il vero aspetto dell'Haorian e gli aveva rivelato che a maledire i nani, costringendoli a vivere sotto la terra, non erano stati i Sidenlore, ma l'Antico stesso.
La dama gli aveva rivelato anche che fra le Punte Innevate esisteva un luogo, dominato da magie arcane e bestie spaventose ove l'Haorian custodiva
Lurin spiegò anche di aver ricevuto dalla dama l'incarico di trovare la fiamma ed estinguerla, cosi da ridare ai nani la libertà tolta ingiustamente.
Il Consiglio dei Re dei Nani (
Dopo aver trascorso, indenne, numerosi anni tra i Nirb, preparandosi al compito da svolgere, Lurin, nell'anno 54.215 (C.d.R.), fece ritorno a
Foldrir, fra lo stupore di coloro che lo avevano deriso e dichiarato già morto e intraprese la ricerca per la salvezza di tutto il popolo dei nani.
Nel corso della sua avventura Lurin scoprì tutti i suoi
poteri e trovò anche forze amiche che lo aiutarono a compiere il proprio fato. Non fece mai più ritorno fra i nani. Le sue imprese divennero leggende. Una di queste raccontava di Lurin in lotta contro un
drago fatto d’ombre, che era il guardiano del Fuoco Ombroso e di uno scontro
che durò un anno intero, nel quale una bambina dall'origine divina appariva sempre per guarire le sue ferite.
Grazie a Lurin, nell'anno 54.217 (C.d.R.), i nani tornarono a
vedere la luce del sole e spezzarono per sempre il patto con l'Antico.
Secondo le leggende, Lurin edificò dal braciere
della Fiamma Ombrosa estinta una città tutta d'oro,
L'Haorian non poté vendicarsi dei nani perché a
quel tempo si trovava a dover fronteggiare crisi ben più gravi con gli uomini e
con la progenie dei Sidenlore: i Debenlore.
Nell'anno 54.218 (C.d.R.) i nani dei sei clan si
riunirono nel famoso Concilio delle Sei
Fornaci e quello che fu deciso in quei giorni portò i nani a gettare le
basi per l'inizio di una grande civiltà.
Nell'anno successivo i nani assediarono la Torre di Nerval, la distrussero e i Prescelti furono liberati dai loro crudeli doveri nei confronti di colui che li aveva ingannati.




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